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Tre cose ci hanno ampiamente ripagato degli sforzi profusi nell'allestire la mostra: l'impegno e l'abilità degli studenti, il limpido interesse mostrato dalle famiglie e dal pubblico esterno e i bellissimi pensieri che il collega Mastella ci ha affidato, parole che non sono sulla mostra o per la mostra ma "nella" mostra: ne sono l'analisi e la colonna sonora. Alla fine musica dunque, nella bolla eterna dell'emozione.
Ve le proponiamo integralmente perchè possiate condividere con noi questa stessa emozione.
GRAZIE !!
I docenti responsabili del progetto
Al termine del percorso della mostra "La matematica nella natura e nell'arte", presentato presso la nostra scuola, nei giorni scorsi, si poteva vedere il filmato riassuntivo del lavoro svolto dai ragazzi e dagli insegnanti. Le note della colonna sonora, oltre ad essere di commento alle immagini, erano delle enormi casse di amplificazione del significato delle stesse immagini.
Un nodo emotivo prendeva la gola. Mi sono chiesto il perchè di questo forte sentimento carico di emozione. Sono arrivato alla conclusione che quelle immagini erano la sintesi, certamente del lavoro di ricerca svolto da insegnanti e alunni in quella settimana di Learning Week, ma soprattutto erano l'espressione profonda della capacità della ragione-legislatrice che, come dice Kant, obbliga la natura a rispondere alle sue interrogazioni, facendo sì che, la natura stessa, assuma nel contesto del progetto umano il valore di una riserva, un fondo a disposizione dell'uomo.
In altre parole, insegnanti e alunni, hanno "mostrato" a noi visitatori che, oggi, chi ripone fiducia e speranza nella scienza, (e la matematica e l'arte lo sono) lo fa perchè sa che nella natura e nei suoi segreti, che sono sottoposti a analisi dalla scienza, c'è la salute, la guarigione, il progresso e la crescita.
Mi veniva in mente che già Bacone, nel 1600, aveva sostenuto che attraverso la scienza, l'arte e la tecnica l'uomo avrebbe riguadagnato le virtù preternaturali che Adamo aveva perso col peccato originale e avrebbe concorso alla redenzione riscattando l'umanità dalla fatica del lavoro, della sofferenza e del dolore. Inoltre, nel lavoro presentato dagli studenti si sentiva la tensione della ricerca scientifica che spinge verso la redenzione dalle fatiche del passato (male) per inoltrare l'uomo verso il progresso (salvezza).
Questo è il frammento di veritá emerso: alla visione religiosa del tempo che prevede il passato come colpa, il presente come redenzione e il futuro come salvezza, i ragazzi e i loro insegnanti hanno riproposto l'analoga prospettiva in termini scientifici puri.
A me, al termine del percorso, quella lotta eterna e prometeica (sacro fuoco) erompeva nell'animo fino quasi alla commozione poetica (naufragar m'è dolce in questo mare). Le facce allegre, intelligenti, furbe e goliardiche degli studenti, con le mani intrise di fatica ed impegno, unite a quelle delle professoresse, pioniere del "concerto polifonico" della mostra, lasciano intuire il mistero della conoscenza: il libro aperto della natura soggetto alla lettura degli uomini per riproporre la vita, anche se, purtroppo, non è sempre così.
Un'altra percezione gioiosa è stata quella di capire che forse tanto entusiasmo era dovuto anche al fatto che per un breve istante (il tempo del lavoro) l'ontogenesi (o voglia di imparare) degli studenti si era perfettamente sintonizzata con la filogenesi (o voglia di trasmettere conoscenze) degli insegnanti.
Era, è la nuova didattica.
Un attimo un frammento, perchè poi "è subito sera".
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